Spalletti-Juve, storia d’amore da prolungare: ecco perché la Signora non può lasciarselo scappare

Quando il 30 ottobre 2025 la Juventus ha annunciato Luciano Spalletti come nuovo allenatore al posto dell’esonerato Igor Tudor, in molti hanno storto il naso. Un tecnico arrivato a stagione in corso, con un contratto cortissimo e il peso di un’esperienza in Nazionale finita male. Eppure, a guardare i numeri e la storia di quest’uomo, la domanda che il club bianconero deve porsi oggi è una sola: perché non rinnovargli il contratto?

Un curriculum che parla da solo


Nelle sue ultime sei stagioni da allenatore in Serie A, le squadre di Spalletti non sono mai finite sotto il quarto posto. Un dato straordinario, che racconta la costanza e la solidità di un tecnico che sa costruire e non lascia nulla al caso. Il suo capolavoro rimane il Napoli del 2022-23: un calcio spettacolare e organizzato che permise agli azzurri di dominare il campionato e vincerlo per la prima volta in 33 anni.
In carriera, Spalletti conta 559 panchine in Serie A, con 288 vittorie, 132 pareggi e 139 sconfitte. Numeri da grande allenatore, numeri che la Juventus — stanca di cambi continui sulla panchina — dovrebbe tenere bene a mente.

La ricerca di stabilità


Con Spalletti, la Juventus accoglierebbe il suo settimo allenatore in cinque anni. Un dato che fa riflettere. La continua girandola di tecnici ha impedito alla squadra di costruire un’identità di gioco riconoscibile. Spalletti, con la sua esperienza e la sua visione tattica, può essere l’uomo giusto per chiudere questa stagione di instabilità e inaugurarne una nuova, più solida.
Rinnovargli il contratto non sarebbe un atto di fede cieca: sarebbe una scelta di buon senso. La Juventus ha bisogno di un progetto, non di un traghettatore. E Spalletti, a 66 anni, ha ancora la fame di chi ha tutto da vincere.

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